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Tag:studio avvocato medico legale atto di citazione responsabilitĂ  medica

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La relazione causale va considerata in maniera tale da reinserire pure i danneggiamenti indiretti e quelli mediati che si configurino come conseguenza normale per mezzo del criterio della così designata regolarità causale, con l’effetto che, allo scopo del levarsi dell’obbligo di risarcimento, la relazione fra illecito e fatto può pure non essere diretta ed istantanea se, tenendo comunque presente le altre situazioni, il primo non sarebbe accaduto in mancanza del secondo, sempre che, nell’atto in cui si determina il fatto causante, gli effetti dannosi dello stesso non si rivelino del tutto inattendibili.

La prova della relazione causale spetta al giudice di legittimità, il cui giudizio è inappellabile in ambito di legittimità, se sostenuto da motivi giusti ed esenti da vizi. (Cass. civ., sez. III, 21 dicembre 2001, n. 16163, in “Giust. civ. Mass.”, 2001, 2200)

In ambito di colpevolezza professionale sanitaria riferendosi a condotte omissive, la configurazione di responsabilità dell’accusato, a livello di relazione causale, prevede la prova che il comportamento omesso, laddove esplicato, sarebbe stato capace di evitare il fatto con un livello di probabilità prossimo alla certezza. (Cass. pen., sez. IV, 12 luglio 2001, n. 37629 in Riv. pen., 2002, 135)

Per verificare se un comportamento umano sia o meno conseguenza, a livello giuridico, di uno specifico episodio, bisogna fissare un paragone tra gli effetti che, secondo un criterio di probabilità ex ante esso era adeguato a cagionare e gli effetti che si sono prodotti realmente, i quali, laddove non pensabili e schivabili, estromettono la relazione eziologica tra la condotta umana e il fatto, sicché, per ricondurre il fatto ad una specifica condotta, non basta che tra l’evento antecedente e quello che ne deriva esista una relazione di sequenza, necessitando mentre che siffatta relazione includa gli estremi di sequenza continua, per mezzo di un calcolo di regolarità a livello statistico, per cui il fatto si mostri come un effetto normale di quello accaduto antecedentemente. (Cass. civ., sez. lav., 20 dicembre 1986, n. 7801 in Giust. civ. Mass., 1986, fasc.)

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