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responsabilitĂ  penale civile medica nella morte del paziente | studio medico legale

In ambito di responsabilità del sanitario relativa all’attuazione di un’operazione chirurgica, la verifica del consenso del paziente, importante per la legittimità dell’operazione chirurgica, implica la corretta differenziazione tra operazione chirurgica estetica ed intervento operatorio a scopi funzionali, con la finalità di precisare se l’intervento in effetti effettuato sia rivolto all’una o all’altra tipologia di operazione, in maniera conforme alla richiesta del paziente, e se, nell’una e nell’altra circostanza, quest’ultimo vi abbia dato il consenso, dopo essere stato correttamente informato dal medico della concreta portata dell’operazione, rispetto alla sua entità, alle conseguenze postume, alle complessità, alle probabili complicanze ed ai possibili pericoli implicanti eventuali risultati infausti, in modo tale da poter scegliere se sottoporsi all’operazione, stante l’eventuale possibilità di successo, e se invece non sottoporsi, in assenza di ipotizzabili vantaggi, esclusi in qualsiasi caso dalla certezza di risultati infausti a livello permanente. (Cass. civ., sez. III, 12 giugno 1982, n. 3604)

La nozione clinica di patologia prevede il concorso del presupposto fondamentale di una diminuzione rilevante delle funzionalità, a cui può pure non coincidere una lesione del corpo, e di quello di un evento morboso progressivo, a breve o lungo termine, verso un risultato che potrà essere il recupero totale della salute, l’adattamento ad una vita diversa oppure il decesso.

Ne consegue che non rappresentano malattia, e dunque non possono includere il reato di lesioni individuali, le modificazioni del corpo, a cui faccia seguito una diminuzione rilevante della funzionalità. (Nella tipologia, in cui i responsabili, medici chirurghi, erano stati sciolti dal delitto p. e p. dall’art. 590 c.p. perché l’episodio non è ritenuto dalla legge come illecito, la persona danneggiata aveva subito un’operazione chirurgica alla mammella da cui era scaturita l’asimmetricità delle mammelle e dei capezzoli.

Siffatti effetti, per i giudici di merito, rappresentavano una lesione, ovvero una modificazione che aveva peggiorato la preesistente situazione anatomica in cui siffatte asimmetrie non esistevano, ma non includevano l’evento malattia stabilito dall’art. 590 c.p., dando luogo soltanto a responsabilità con connesso diritto alla pretesa risarcitoria del danneggiamento in ambito civile.

Risarcimento Danni da Errori Medici